domenica 25 dicembre 2011

La mela "Bianchetta"

Si tratta di una varietà rinvenibile nell’ entroterra della provincia di Genova e di La Spezia. Il frutto è di pezzatura medio-piccola, di forma sferica leggermente schiacciata, leggermente asimmetrico. Il colore di fondo della buccia è bianco-verdastro con un sovracolore, giallo pallido e talvolta aree rosso chiaro (importanza 70-80%), sulla parte mediana, rugginosità assente. All’interno la polpa è morbida, di colore bianco e con tessitura fine e molto succulenta. Il sapore dolce, delicatamente aromatico, acidità quasi assente. Matura precocemente a partire da fine giugno alla prima decade di agosto.
In azienda ci sono cinque vecchie piante, curate negli anni dai miei suoceri, innestate su franco e allevate a forma libera. Le cure che gli dedico prevedono leggere potature mirate a togliere il secco e i rami in concorrenza tra loro, qualche spazzolata per eliminare muschi e licheni e un paio di ramature all’anno, alla caduta delle foglie e all’aprirsi delle gemme.

Utilizzo:
la scarsa conservabilità di questa particolare cultivar locale ha fatto si che tradizionalmente venisse usata per produrre marmellate o essiccate. Il prodotto essiccato aveva una duplice destinazione a seconda della qualità delle mele: quelle più sane e mature venivano tagliate sottilmente ed essiccate al sole, mentre quelle più “grame” perche bacate, malformate o ammaccate venivano tagliate grossolanamente ed essiccate al sole o in graticci sulla cucina economica a legna.

NOTE Ogni 100 grammi di prodotto commestibile sono mediamente contenute: circa 85 grammi d’acqua, 0,2 grammi di proteine, 0,1 grammi di grassi, 11 grammi di zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, 2 grammi di fibre, per un totale di circa 45-50 calorie, e circa 4 grammi di sali minerali tra cui potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio, sodio, ferro, oltre a tracce di rame, iodio, zinco manganese, e silicio. La mela e’ ricca anche di vitamine: C, PP, B1; B2, A, e contiene inoltre acido malico (circa 0,6-1,3 grammi)

Fonti:

- La vetrina di Agriligurianet.it - Regione Liguria 2005

- http://www.ars-alimentaria.it

lunedì 25 maggio 2009

Un maggio eccezzionale per l'acacia!

E' da qualche settimana che non aggiornavo il blog, troppo il lavoro da fare e non solo in apiario. Ci sono delle belle novità: finalmente ho finito il piccolo laboratorio per miele e marmellate e, ottenuti i permessi dell'USL, ho finalmente aperto azienda agricola! Maggio è stato quindi assorbito dagli ultimi lavori in laboratorio, dal taglio del fieno, dalla preparazione della recinzione per le capre (ultima pazzia...), dall'acquisto di un terreno, dall'arrivo di una troupe che ha girato un documentario sul mio lavoro (su questo ci dedicherò un post più avanti) e dal riordino dell'apiario. Ho deciso infatti di trasferire tutte le mie famiglie sparse nei terreni che ho in affitto in Val di Vara realizzando un apiario unico vicino a casa e relativamente vicino a una strada raggiungibile con un mezzo. Per cinque anni mi sono camallato melari strapieni su e giù per centinaia di metri di viottoli di campagna! Ragazzi, non ci ho più il fisico!
Il riordino è stato graduale ed è stato facilitato dalle sciamature che mi ha consentito di ridurre le dimensioni delle famiglie inarniandole dentro leggere arniette di polistirolo. Così preparate ho cominciato a trasferire le famiglie nell'Apiario di Marinasco, a 3,2 km da qui per far perdere alle api l'orientamento e ritrasferirle dopo qualche giorno...in tutto 8 famiglie.

sabato 18 aprile 2009

Uno sciame sul nocciolo


Catturato un altro sciame! Questa volta si è posato sugli esili rami di un nocciolo che per giunta si protende su una cengia invasa dai rovi. Ho dovuto usare quindi una lunga asta telescopica alla quale ho legato una arnietta di polistirolo con dentro un telaino costruito come atrattiva. Arrivato sotto lo sciame ho assestato uno scrollone al nocciolo ma solo un terzo delle api è finito dentro. Così con l'aiuto di Giuseppe ho legato i rami segandoli alla base ma non completamente per consentire al ramo di ruotare, avvicinandolo così all'arnietta che nel frattempo ho posato a terra. Infine tutte le api sono finite dentro. In tarda serata ho sistemato l'arnia in apiario. Purtoppo il giorno dopo una burrascata ha scoperchiato l'arnia, ma purtroppo me ne sono accorto solo la mattina successiva! Che delusione...erano presenti api solo sul telaino già costruito che avevo usato come "richiamo", cosa è successo? Le api sono scappate in cerca di un rifugio? Le esploratrici avevano gia trovato una nuova casa? Ad ogni modo ho richiuso l'arnia ripromettendomi di controllare il giorno dopo. Oggi ho infatti controllato e sul predellino c'èra un gran fermento di api e anche il peso dell'arnia era compatibile con la presenza di tante api...cosa è successo? Non voglio ancora azzardare ipotesi, domani la apro e controllo...